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Tritone crestato. Foto: Roberto Sauli

Specie più grande di tritone italiano (fino a 14-18 cm compresa la coda), presenta parti ventrali del tronco di colorazione gialla o giallo-aranciata, con macchie nere isolate o fuse a formare figure di varie forme.

Specie inclusa negli Allegati II e IV della DC 92/43/CEE ed elencata nell’Allegato A della L.R. Toscana 56/2000 e protetta in Emilia-Romagna ai sensi della L.R. 15/2006. Specie distribuita in tutta l’Italia, in Svizzera e Austria meridionali e nel versante adriatico dei Balcani fino alla Grecia settentrionale.

Il tritone crestato italiano utilizza per la riproduzione acque stagnanti o a lento decorso di stagni, pozze, laghetti, abbeveratoi, canali e corsi d’acqua situati in ambienti boschivi o aperti provvisti di lembi di vegetazione arbustiva o arborea, dal livello del mare a 2000 m. La specie si riproduce tra aprile e la fine di gugno.

      Tritone crestato. Foto: Roberto Sauli

Presente nel Parco fino a 1200 m, è da considerasi raro sul versante romagnolo. La scarsa presenza accertata recentemente, deriva dalla scomparsa e fragilità di molti dei siti riproduttivi (in genere fontanili) che induce a considerare possibili rischi di estinzioni locali. Così Triturus carnifex è minacciato soprattutto dall’alterazione (distruzione, degrado, inquinamento) dei siti riproduttivi. Il progetto propone così interventi destinati a ripristinare architettonicamente e funzionalmente la maggior parte dei fontanili, lavatoi e abbeveratoi del territorio secondo una distribuzione uniforme e equispaziata in modo da garantire una facile connettività per la specie sul territorio di intervento (azione C1).

Tritone crestato. Foto: Giovanni Cappelli

 

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